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日志


12月9日

Ponteggi metallici fissi

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Idoneità delle opere provvisionali (Rif. art. 7 D.P.R. 164/1956 )

Allestimento delle opere provvisionali
Devono essere obbligatoriamente:
• allestite con buon materiale ed a regola d’arte;
• proporzionate ed idonee allo scopo;
• conservate in efficienza per l’intera durata del lavoro;

Reimpiego di elementi di ponteggio
Qualunque sia il tipo si deve provvedere: • alla loro revisione;
• all’eliminazione di quelli non più ritenuti idonei.

Indicazioni generali
Autorizzazione alla costruzione ed all’impiego di ponteggi metallici (Art. 30 D.P.R. 164/1956): • la costruzione e l’impiego di ponteggi le cui strutture portanti sono costituite totalmente o parzialmente da elementi metallici sono disciplinate dalle norme di cui al Capo V del D.P.R. 164/1956;
• per ciascun tipo di ponteggio metallico il fabbricante deve chiedere al Ministero del lavoro e della previdenza sociale l’autorizzazione all’impiego, corredando la domanda di una relazione nella quale devono essere allegate le documentazioni tecniche necessarie;
• chiunque intende impiegare ponteggi metallici deve farsi rilasciare dal fabbricante copia conforme dell’autorizzazione ministeriale, delle istruzioni e degli schemi di cui devono essere corredati (libretto del ponteggio).

Autorizzazione all'impiego di ponteggi metallici fissi fino a mt, 20 di altezza
Procedure (a carico del costruttore del ponteggio)
1. La ditta interessata deve presentare al Ministero del lavoro e della previdenza sociale apposita istanza preventiva corredata di

• relazione tecnica contenente (art. 31 D.P.R. 164/1956):
- descrizione degli elementi costituenti il ponteggio,
- caratteristiche di resistenza dei materiali,
- indicazioni delle prove di carico cui sono stati sottoposti i vari elementi,
- calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego,
- istruzioni per le prove di carico del ponteggio,
- istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio,
- schemi tipo di ponteggio con indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico,
altezza dei ponteggi e larghezza degli impalcati, per i quali non sussiste l’obbligo del calcolo per ogni singola applicazione;

• elaborati grafici con indicati (artt. 32 e 33 D.P.R. 164/1956):
- schema costruttivo generale degli elementi portanti, impalcati dei piani di lavoro, dei relativi accessori e protezioni,
- schema costruttivo dei collegamenti,
- schema costruttivo e di impiego degli ancoraggi,
- schemi di montaggio.

Impiego di ponteggi fissi con altezza superiore a mt. 20
• Per l’impiego di ponteggi metallici fissi di altezza superiore a mt. 20 e per le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici, o di notevole importanza e complessità in rapporto alle dimensioni e ai sovraccarichi, deve essere redatto un progetto specifico.
• L’altezza del ponteggio è misurata a partire dal piano di appoggio delle basette fino all’estradosso del piano di lavoro più alto del ponteggio.
• Nella redazione del progetto e nei calcoli di verifica deve essere prevista l’utilizzazione di elementi costruttivi per i quali è già stata rilasciata l’autorizzazione ministeriale per ponteggi fino a mt. 20 di altezza.
• Nella costruzione dei ponteggi devono essere utilizzati solo componenti per i quali è già stata rilasciata l’autorizzazione ministeriale.
• Non è prevista alcuna procedura di autorizzazione del progetto, ma vi è l’obbligo di tenere in cantiere copia dello stesso e dell’autorizzazione ministeriale degli elementi costruttivi adottati, da esibire su richiesta agli ispettori degli enti di controllo competenti.

Progetto
1. Deve essere redatto a firma di tecnico competente abilitato ed iscritto all’Albo professionale, ed in esso devono essere contenuti:

• quanto necessario per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell’esecuzione;

• calcolo di verifica eseguito secondo le istruzioni approvate nell’autorizzazione ministeriale relativa alla tipologia di ponteggio adottata per altezza fino a mt. 20, ovvero (art. 31 D;P;R; 164/1956):
- descrizione degli elementi costituenti il ponteggio,
- caratteristiche di resistenza dei materiali,
- indicazioni delle prove di carico cui sono stati sottoposti i vari elementi,
- calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego,
- istruzioni per le prove di carico del ponteggio,
- istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio,
- schemi tipo di ponteggio con indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico,
altezza dei ponteggi e larghezza degli impalcati, per i quali non sussiste l’obbligo del calcolo per ogni singola applicazione;

• elaborati grafici con indicati (art. 32 e 33 D.P.R. 164/1956):
- schema costruttivo generale degli elementi portanti, impalcati dei piani di lavoro, dei relativi accessori e protezioni,
- schema costruttivo dei collegamenti,
- schema costruttivo e di impiego degli ancoraggi,
- schemi di montaggio.

Modifiche successive
Modifiche non sostanziali - Disegno (Art. 33 D.P.R. 164/1956):
Le eventuali modifiche del ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell’ambito dello schema-tipo che ha giustificato l’esenzione dall’obbligo del calcolo e non modificare in modo sostanziale lo schema tipologico e strutturale dell’insieme.

Modifiche sostanziali - Progetto specifico (art. 32 del D.P.R. 164/1956)
Qualora le modifiche apportate siano sostanziali e diano luogo ad un diverso sistema e tipologia di progetto si dovrà provvedere nel modo indicato in precedenza come nel caso di ponteggi con altezza superiore a mt. 20.

Verifiche
Progetto (Art. 32 D.P.R. 164/1956):
Copia dell’autorizzazione ministeriale di cui all’art. 30 del D.P.R. 164/1956 e copia del progetto e dei disegni esecutivi devono essere tenute in cantiere.

Componenti principali dei ponteggi metallici
I libretti di istruzione per l’installazione, l’impiego e lo smontaggio dei ponteggi metallici prefabbricati, che sono rilasciati dal fabbricante all’utente, devono contenere tutti i dati necessari:
• fotocopia dell’autorizzazione Ministeriale con indicazione della data del rilascio e del numero di protocollo;
• descrizione dei singoli elementi componenti il complesso del ponteggio e che sono stati oggetto di autorizzazione;
• indicazione precisa del marchio del fabbricante che deve essere impresso su ogni singolo componente utilizzato e facente parte del sistema costruttivo autorizzato (si precisa che non possono essere utilizzati elementi privi del marchio del fabbricante);
• schemi delle diverse tipologie di impiego del sistema "ponteggio", che illustrano le varie possibilità di composizione degli elementi strutturali;
• schemi dei calcoli di verifica, in relazione alle diverse possibilità di impiego;
• istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio, descrizioni dettagliate delle varie fasi, evidenziando i rischi ed indicando chiaramente le operazioni pericolose e quelle vietate;
• indicazioni relative: - agli obblighi e doveri delle persone interessate (dirigenti, preposti, lavoratori), - alle principali norme di prevenzione infortuni e igiene del lavoro, - ai mezzi personali di protezione.

PONTEGGI TUBOLARI
I ponteggi tubolari sono costituiti da un insieme di elementi lineari (in genere tubolari metallici) collegati fra loro con giunti, appoggiati al suolo e ancorati agli edifici o manufatti interessati dai lavori.
Principali elementi costruttivi:
• tubolari metallici;
• giunti di collegamento;
• basette di appoggio al piede delle stilate;
• elementi di ancoraggio alle strutture interessate dai lavori.
• eventuali impalcati metallici dei piani di lavoro (gli impalcati in legno non devono riportare alcun contrassegno del fabbricante, basta che lo spessore sia verificato, in genere >= cm. 4÷5, e che le loro condizioni di conservazione siano buone).
Lo schema tipo di montaggio prevede che il ponteggio sia costituito da stilate verticali e correnti orizzontali, posate a campiture regolari (con luci che si aggirano intorno a mt. 1,80), collegati fra loro e opportunamente controventati, che sorreggono i piani di lavoro, la cui larghezza è in genere variabile fra mt. 1,00÷1,50. Se sono richieste luci maggiori sono forniti gli schemi di montaggio specifici per ogni singola applicazione). Alla base le stilate sono collegate al terreno con piedini o basette; in relazione alla resistenza del terreno ed al carico del ponteggio può essere necessario che la basette siano appoggiate ad elementi ripartitori (in genere tavole in legno). Per quanto riguarda gli ancoraggi alle strutture di fabbrica interessate dai lavori, questi devono essere previsti in numero non minore di uno ogni 22 metri quadrati di sviluppo della superficie verticale di ponteggio.
Si ricorda solo che i piani di lavoro devono:
• essere realizzati a regola d’arte, rispettando tutte le norme e cautele richieste dalla norme di sicurezza;
• essere dotati di parapetti continui verso il vuoto posti ad altezza >= mt. 1,00 dal piano di calpestio, estesi anche lungo le testate:
- se la distanza fra la tavola fermapiede inferiore e il corrente del parapetto è < cm. 60, il parapetto intermedio può essere omesso;
• essere provvisti di tavole fermapiede continue di altezza >= cm. 20, estese anche lungo le testate;
• le scale di collegamento dei piani di lavoro devono essere ben fissate in modo da evitare scivolamenti o ribaltamenti.

PONTEGGI A TELAI PREFABBRICATI
I ponteggi a telai prefabbricati sono costituiti da telai metallici (in genere costruiti con profili tubolari) collegati fra loro con giunti, appoggiati al suolo e ancorati agli edifici o manufatti interessati dai lavori. rispetto a quelli tubolari il sistema costruttivo risulta più complesso e articolato.
Principali elementi costruttivi:
• telai metallici;
• correnti e diagonali;
• mensole prefabbricate;
• elementi terminali;
• travi prefabbricate (in genere denominate "carraie") per luci di dimensioni maggiori, rispetto al modulo base, e relativi traversi di collegamento;
• spinotti o giunti di collegamento;
• basette di appoggio al piede delle stilate;
• elementi di ancoraggio alle strutture interessate dai lavori.
• eventuali impalcati metallici dei piani di lavoro (gli impalcati in legno non devono riportare alcun contrassegno del fabbricante, basta che lo spessore sia verificato, in genere >= cm. 4÷5, e che le loro condizioni di conservazione siano buone).
Lo schema tipo di montaggio prevede che il ponteggio sia costituito aggregando i telai, secondo un sistema modulare, per sorreggere i piani di lavoro, la cui larghezza è in genere variabile fra mt. 1,00÷1,50. Alla base le stilate sono collegate al terreno con piedini o basette; in relazione alla resistenza del terreno ed al carico del ponteggio può essere necessario che la basette siano appoggiate ad elementi ripartitori (in genere tavole in legno). Per quanto riguarda gli ancoraggi alle strutture di fabbrica interessate dai lavori, questi devono essere previsti in numero non minore di uno ogni 22 metri quadrati di sviluppo della superficie verticale di ponteggio.
Anche in questo caso si ricorda solo che i piani di lavoro devono:
• essere realizzati a regola d’arte, rispettando tutte le norme e cautele richieste dalla norme di sicurezza;
• essere dotati di parapetti continui verso il vuoto posti ad altezza >= mt. 1,00 dal piano di calpestio, estesi anche lungo le testate:
- se la distanza fra la tavola fermapiede inferiore e il corrente del parapetto è < cm. 60, il parapetto intermedio può essere omesso;
• essere provvisti di tavole fermapiede continue di altezza >= cm. 20, estese anche lungo le testate;
• le scale di collegamento dei piani di lavoro devono essere ben fissate in modo da evitare scivolamenti o ribaltamenti.

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Il PiMUS assieme all’ulteriore documentazione del ponteggio, sono messi a disposizione, prima dell’inizio dei lavori di montaggio, del CSE (se presente) per permettergliene la valutazione e per coordinarne l’attuazione

Gli addetti che utilizzeranno il ponteggio dovranno seguire le indicazioni del PIMUS per quanto riguarda l’utilizzo.

Nel caso in cui l’impresa che utilizzerà il ponteggio è diversa da quella che lo ha montato, il montatore del ponteggio dovrà trasmettere il PiMUS all’impresa utilizzatrice.


Stessa cosa si dovrà fare ogni volta che l’impresa che ha in carico il ponteggio lo metterà a disposizione di altre imprese o lavoratori autonomi.


L’utilizzo in sicurezza del ponteggio è normato anche da quanto presente all’interno del PSC e dei POS delle imprese esecutrici delle opere.

Il PiMUS dovrà essere sempre aggiornato, a cura dell’impresa che ha la responsabilità del ponteggio ad esempio con la registrazione delle verifiche.

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infotel

PIMUSNET è il software che compone e stampa in pochi minuti il Piano di Uso, Montaggio e Smontaggio dei ponteggi (PiMUS)

DESCRIZIONE SOFTWARE

PIMUSNET permette di adempiere al D. Lgs. 235/03; tale decreto stabilisce l'obbligatorietà del piano di montaggio, uso e smontaggio di ponteggi, che pertanto deve essere redatto dall'Impresa Edile, quando l’esecuzione dei lavori prevede l’impiego di ponteggi.
PIMUSNET consente:

  • l’archiviazione di tutti i lavori con i relativi documenti composti
  • la gestione della squadra tipo con l’inserimento del preposto e dei lavoratori (dati anagrafici e attestato di avvenuta formazione)
  • stampa nel PiMUS di schede di verifica per gli elementi del ponteggio (verifiche prima del montaggio e durante l’uso) per ponteggi metallici a telai prefabbricati, a montanti e traversi prefabbricati e ponteggi metallici a tubi e a giunti
  • una completa interoperabilità con MS-Word: il template di stampa ed il documento finale possono essere facilmente ed agevolmente personalizzati e adattati in ogni momento alle esigenze dell’utente, che potrà inserire immagini, grafici, tabelle e tutto ciò che riterrà opportuno.

CARATTERISTICHE TECNICHE

PIMUSNET si avvale della tecnologia XML, in questo modo diventa molto semplice e rapido lavorare e condividere i propri lavori con altri utenti.
Tra le caratteristiche principali del programma, si evidenziano:

  • agevole trasportabilità dei lavori, perché si opera con file di dimensioni ridotte
  • semplicità nell’effettuare il Back-up dei dati
  • facilità di pubblicazione sul web dei propri lavori per la condivisione del Know-how

Inoltre, grazie a specifiche funzionalità del programma si ha:

  • la possibilità di tenere aperti contemporaneamente più lavori e di effettuare interscambio di informazioni (copia/incolla/taglia dati)
  • una completa e chiara visione del lavoro tramite un menù laterale (Status Navigator) che consente un veloce inserimento dei dati

Per un veloce apprendimento di tutte le funzionalità di PIMUSNET, l’utente avrà a disposizione tutor multimediali ed il manuale d’uso in formato pdf.

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PimusNet 2.0

il software che compone e stampa in pochi minuti il Piano di Montaggio, Smontaggio e Trasformazione dei ponteggi ai sensi del D. Lgs. 235/03.
Tale piano riporta la procedura ed il personale addetto al montaggio/smontaggio ed eventuale trasformazione del ponteggio, inoltre sono dettagliati i parametri di impiego e le schede di manutenzione/verifica da eseguire in fase di utilizzo.
Il documento composto sarà in formato rtf quindi compatibile con qualsiasi editor di testo, risulterà così personalizzabile ed adattabile in ogni momento alle esigenze dell' utente, che potrà inserire immagini, grafici, tabelle e tutto ciò che riterrà opportuno.
Nella versione 2.0 di PIMUSNET si evidenziano le seguenti novità:
  • Nuova struttura e interfaccia grafica
  • Archivi di base, completi di Ancoraggi, Attrezzature e DPI. Per ogni elemento è riportata la descrizione e le modalità di montaggio e/o utilizzo
  • Schede riportanti gli schemi di montaggio/smontaggio con e senza DPI anticaduta per:
  • ponteggi a tubi e giunti
  • Ponteggi a telai prefabbricati
  • Ponteggi a montanti e traversi prefabbricati.
  • Schede di verifica degli elementi del ponteggio, Circolare Ministero del Lavoro, n.46 dell' 11 luglio 2000- Allegato XIV D. Lgs. 626/94)
  • Gestione formazione dei preposti e degli addetti al montaggio/smontaggio
  • Elenco delle attività per le quali si farà uso del ponteggio
  • Gestione delle modalità di utilizzo del ponteggi da parte di propri dipendenti o terzi (controlli periodici e/o straordinari del ponteggio, indicazioni generali per l' uso in sicurezza, divieti specifici di modifica e manomissioni del ponteggio, ecc.)
  • Schema della dichiarazione di avvenuta consegna del PiMUS
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Estintori portatili e carrellati d'incendio

Manuale per l'uso degli estintori portatili e carrellati d'incendio


Il manuale, elaborato dalla Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica-Area VI del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, rappresenta un valido strumento per la formazione degli addetti al servizio di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro.

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Contenuti minimi del Piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.)

L'art. 36-quater del D.Lgs. n. 626/94, così come introdotto dal D.Lgs. n. 235/03, prevede, tra l'altro che "Il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio, in funzione della complessità del ponteggio scelto. Tale piano può assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati".

Al fine di consentire ai datori di lavoro di poter redigere un documento coerente con i principi ispiratori del D.Lgs. n. 626/94 e del D.Lgs. n. 494/96 – basati su elementi che siano concretamente finalizzati all'innalzamento del livello di sicurezza durante l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di ponteggi –, questo Ministero, su conforme parere del Coordinamento Tecnico delle Regioni e P.A., ritiene opportuno fornire alcune indicazioni, riportate in allegato, a cui fare riferimento per la redazione del PiMUS previsto dal citato art. 36-quater del D.Lgs. n. 626/94.

In tale allegato, in ossequio al dettato di legge, le indicazioni sono finalizzate, prioritariamente, ad approfondire:

• descrizione delle regole da applicare durante le operazioni di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio che si sostanziano in indicazioni generali, ovvero "piano di applicazione generalizzata" (vedi capitolo 6 dell'autorizzazione ministeriale ex art. 30 del DPR n. 164/56);
• descrizione delle regole da applicare durante le operazioni di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio che si sostanziano in indicazioni puntuali, ovvero "istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio";
• descrizione delle regole da applicare durante l'uso del ponteggio.

CONTENUTI MINIMI DEL Pi.M.U.S.
1. Dati identificativi del luogo di lavoro;
2. Identificazione del datore di lavoro che procederà alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;
3. Identificazione della squadra di lavoratori, compreso il preposto, addetti alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;
4. Identificazione del ponteggio;
5. Disegno esecutivo del ponteggio;
6. Progetto del ponteggio, quando previsto;
7. Indicazioni generali per le operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio ("piano di applicazione generalizzata"
• planimetria delle zone destinate allo stoccaggio e al montaggio del ponteggio, evidenziando, inoltre: delimitazione, viabilità, segnaletica, ecc.,
• modalità di verifica e controllo del piano di appoggio del ponteggio (portata della superficie, omogeneità, ripartizione del carico, elementi di appoggio, ecc.),
• modalità di tracciamento del ponteggio, impostazione della prima campata, controllo della verticalità, livello/bolla del primo impalcato, distanza tra ponteggio (filo impalcato di servizio) e opera servita, ecc.,
• descrizione dei DPI utilizzati nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di uso, con esplicito riferimento all'eventuale sistema di arresto caduta utilizzato ed ai relativi punti di ancoraggio,
• descrizione delle attrezzature adoperate nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di installazione ed uso,
• misure di sicurezza da adottare in presenza, nelle vicinanze del ponteggio, di linee elettriche aeree nude in tensione, di cui all'art. 11 del DPR n. 164/56,
• tipo e modalità di realizzazione degli ancoraggi,
• misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche (neve, vento, ghiaccio, pioggia) pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio e dei lavoratori,
• misure di sicurezza da adottare contro la caduta di materiali e oggetti;
8. Illustrazione delle modalità di montaggio, trasformazione e smontaggio, riportando le necessarie sequenze "passo dopo passo", nonché descrizione delle regole puntuali/specifiche da applicare durante le suddette operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio ("istruzioni e progetti particolareggiati"), con l'ausilio di elaborati esplicativi contenenti le corrette istruzioni, privilegiando gli elaborati grafici costituiti da schemi, disegni e foto;
9. Descrizione delle regole da applicare durante l'uso del ponteggio;
10. Indicazioni delle verifiche da effettuare sul ponteggio prima del montaggio e durante l'uso (vedasi ad es.la circolare del MLPS n. 46/2000).

PONTEGGI FISSI






NORMATIVA SUI PONTEGGI FISSI


D.P.R. 7 Gennaio 1956 n.164

D.P.R. 27 Aprile 1955 n.547

DECRETO MINISTERIALE 2 SETTEMBRE 1968

CIRCOLARE MINISTERO DEL LAVORO 22 NOVEMBRE 1985, N. 149

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