mario's profileInfotel SoftwareBlogLists Tools Help

Blog


    April 14

    Rischio Stress

    Uno dei fattori che incide maggiormente sulla sicurezza è lo stress, causa di danni diretti (es. fenomenologia legata ad eccessivo carico di lavoro) o danni indiretti (es. in attività manuali lo stress può condurre a disattenzioni fatali sui luoghi di lavoro).

    La crescente enfasi al tema è un fenomeno europeo: l'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (OSHA) ha condotto uno studio nel quale si precisa che il 20% dei lavoratori europei teme per la propria incolumità fisica per lo stress legato al lavoro. Non solo, ma l'analisi dei costi derivanti dallo stress e dalla sicurezza hanno ancor più reso evidente la grandezza del problema: lo stress lavoro-correlato è stato identificato ai livelli internazionali, europei e nazionali come preoccupazione sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.

    Di conseguenza, lo stress e la sicurezza nelle economie evolute sono diventate voci di spesa molto importanti.

    Il D.Lgs.81/2008 (Testo unico Sicurezza) contiene un richiamo espresso allo stress lavoro correlato ed all'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004.

    L'articolo 28, comma 1 del Testo Unico prevede, infatti, che la valutazione del rischio, obbligo non delegabile del datore di lavoro, debba riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori "ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004".

    Ogni valutazione dei rischi dovrà considerare il rischio da stress lavoro-correlato e quindi contenere le misure di prevenzione e protezione individuate e le procedure per attuarle, attenendosi ai contenuti dell'Accordo.



    Lo stress viene definito dall'Accordo, come uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. L'individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, ma, di fronte ad un'esposizione prolungata a forti pressioni, avverte grosse difficoltà di reazione. Inoltre, la risposta individuale è estremamente variabile: persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili ed una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera diversa a contesti simili. Anche se lo stress non è una malattia, un'esposizione prolungata allo stress può ridurre l'efficienza sul lavoro e causare problemi di salute.

    Lo stress può potenzialmente interessare tutti i posti di lavoro e qualunque lavoratore, indipendentemente dalla dimensione dell'azienda, dal campo di attività, o dalla tipologia del contratto o del rapporto di occupazione.

    Il primo passo per affrontare un problema particolarmente complesso ed a rischio a volte di astrazione come quello dello stress, è saperlo riconoscere e, cioè, identificare un problema di stress-lavoro, il che comporta un'analisi di fattori tra i quali:

    • - l'organizzazione del lavoro e i processi (disposizioni di orario di lavoro, grado di autonomia, abilità e requisiti professionali dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.),
    • - condizioni di lavoro ed ambiente (esposizione a comportamenti negativi, rumore, calore, sostanze pericolose, ecc.),
    • - comunicazione (incertezza circa che cos'è previsto sul lavoro, prospettive di carriera, cambiamenti, ecc.)
    • - fattori soggettivi (pressioni emotive e sociali, incapacità di fare fronte alle richieste,..)

    Tutti questi fattori mescolandosi variamente possono contribuire a creare una condizione di stress.

    Una volta individuato il problema, si devono specificare le misure di prevenzione e di protezione che possono essere collettive, individuali o entrambe.

    La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare spetta al datore di lavoro. Queste misure saranno attuate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

    La valutazione del rischio riguardante lo stress richiede l'adozione degli stessi principi e processi basilari di altri pericoli presenti sul luogo di lavoro: identificare le fonti di stress, decidere quali azioni è necessario intraprendere, comunicare i risultati della valutazione e revisionarli a intervalli appropriati.

    In conclusione, affrontare lo stress sul lavoro (valutarlo come rischio e, conseguentemente adottare tutte le misure preventive e protettive necessarie) può condurre ad un miglioramento della salute e sicurezza, a benefici sociali ed economici conseguenti per le aziende, i lavoratori e la società, nell'insieme.

    Sicurezza lavoro inail confindustria

    In collaborazione con Fondirigenti, al via il progetto “Sviluppo imprese in sicurezza”. Rivolto ai manager e agli imprenditori delle aziende associate, si articolerà in un ciclo innovativo di incontri seminariali sulla cultura della prevenzione lungo tutto il territorio nazionale. L’INAIL investirà nel progetto 500mila euro

    Sinergia tra INAIL, Fondirigenti e Confindustria per la promozione della cultura della prevenzione sui luoghi di lavoro. Si chiama Progetto Sis - acronimo di Sviluppo imprese in sicurezza - il ciclo di appuntamenti seminariali di alta finalità informativa e formativa rivolto agli imprenditori e ai manager delle aziende dell’associazione, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni.

    L’INAIL - oltre a mettere a disposizione il proprio know-how e l’alto livello qualitativo delle sue professionalità interne - investirà nel progetto finanziamenti per 500mila euro, pari alla metà della spesa complessiva.
    Al centro degli incontri i temi della salute e della sicurezza, intesi nella loro primaria accezione di “elementi di valore” sul fronte delle relazioni e dei comportamenti: un approccio “etico” alla materia, dunque - prima ancora che giuridico - ispirato al principio della responsabilità sociale come fattore primario di rispetto dell’individuo e di qualità del lavoro.
    Organizzati sul territorio nazionale in coordinamento con le associazioni del sistema Confindustria, i venti incontri avranno inizio a partire dal prossimo mese di aprile. A coronamento dell’iniziativa anche la realizzazione di un portale informativo all’interno del sito dell’INAIL - con approfondimenti e documentazione appositamente realizzati - e un convegno finale, di carattere nazionale, previsto per il novembre 2010.

    Missione di Progetto Sis sarà, così, la promozione sui luoghi di lavoro di un nuovo approccio culturale, conoscitivo e operativo sul tema della prevenzione, che comprenda la lotta agli infortuni in una prospettiva coerente e innovativa. Concreta abitudine quotidiana di vita - e non retorico imperativo etico - la sicurezza in azienda verrà illustrata nella totalità dei suoi aspetti “virtuosi”: dal suo essere fattore di impulso organizzativo e di investimento produttivo alle sue potenzialità e vantaggi anche da un punto di vista competitivo, strategico e di mercato.


    Fonte:Sito INAIL 12/03/2009

    rischio stress lavoro correlato

    Il rischio stress lavoro-correlato è stato prorogato al 16 Maggio 2009 e per questo motivo, va preso atto che vanno fatte delle considerazioni di carattere generale, sotto una profilo del tutto giuridico.


    L’art. 28, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008 dispone espressamente che la valutazione del rischio stress lavoro-correlato deve essere svolta “secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004(…)”.


    In Italia, tale accordo comunitario è stato recepito dall’Accordo interconfederale 9 giugno 2008 e ad esso si deve fare riferimento per le indicazioni metodologiche per valutare il rischio stress nei luoghi di lavoro.


    Un’altra puntualizzazione riguarda la concezione stessa di stress da lavoro-correlato.

    L’art. 3 dell’Accordo interconfederale lo definisce, infatti, come “una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative”(…) “non è una malattia, ma una situazione prolungata di tensione che può ridurre l’efficienza sul lavoro e può determinare un cattivo stato di salute”, quindi, non sono comprese nello stress da lavoro-correlato le violenze, le molestie, lo stress post-traumatico e lo stress condizionato da determinati fattori sociali e familiari.


    Va inoltre precisato che, per effettuare il rischio stress da lavoro-correlato, nel rispetto dell’ art. 28, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008, si deve fare riferimento a “gruppi di lavoratori” esposti allo stress da lavoro-correlato, a causa delle caratteristiche delle attività svolte e, una volta trovata la presenza di stress da lavoro-correlato, si dovranno determinare quindi i fattori stressanti e, le pertinenti misure di prevenzione e protezione, i medici competenti, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, nell’ipotesi di visite ad un gruppo omogeneo di lavoratori, dovranno poi tenere conto di eventuali sintomatologie da stress a livello individuale.

     

     

    Consorzio Infotel scarl

    Tel/Fax : 0828 34.65.01

    E-Mail : lab@consorzioinfotel.it

    Internet : www.consorzioinfotel.it

    Cantieri System

    Cantieri system 3.0 VALUTAZIONE DEI RISCHI NEI CANTIERI EDILI

    Le stampe vengono generate direttamente tramite il nostro editor interno: POS, PSC, PSS, con la possibilità di personalizzarle e modificarle. In dotazione al software anche l'archivio della modulistica per la generazione dei documenti da emettere e/o tenere in cantiere ai sensi del nuovo Testo Unico. (Notifica preliminare,Nomina del Medico Competente, Verbale di formazione e informazione,ecc...) - Stampa integrata nel documento del Diagramma di GANTT dove previsto.


    La composizione dei documenti , NON richiede la presenza di Microsoft Word installato sul PC e
    tramite il nostro editor interno e' possibile esportare in DOC, DOCX, PDF, RTF, HTML

    Scopri di piu'

     

     

    Consorzio Infotel scarl

    Tel/Fax : 0828 34.65.01

    E-Mail : lab@consorzioinfotel.it

    Internet : www.consorzioinfotel.it

     


    Individuazione del datore di lavoro obbligato alla denuncia infortuni nel settore agricolo

    La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, rispondendo, in data 16 novembre 2007, ad un interpello dell'EPACA in merito all'individuazione del datore di lavoro obbligato alla denuncia infortuni all’autorità di Pubblica Sicurezza per lavoratori agricoli a tempo determinato e autonomo, si è così espressa:"....Ciò considerato si ritiene che l’art. 25 del D.Lgs. n. 38/2000 abbia inteso estendere ai datori di lavoro agricolo, per gli operai a tempo determinato e, al titolare del nucleo di appartenenza dell’infortunato, per i lavoratori agricoli autonomi, le medesime modalità operative per la denuncia già applicabili con la L. n. 54/1982 ai datori di lavoro agricolo per i lavoratori a tempo indeterminato.


    Pertanto sussiste l’obbligo di denuncia all’Autorità di Pubblica Sicurezza, in caso di infortunio che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni, in capo ai datori di lavoro agricolo anche per i lavoratori a tempo determinato e al titolare del nucleo di appartenenza dell’infortunato, per i lavoratori agricoli autonomi.


    Diversamente infatti, eventi infortunistici della medesima gravità risulterebbero ingiustificatamente soggetti ad obblighi differenti solo, ad esempio, in ragione della natura a termine o meno del rapporto di lavoro.Una tale chiave d’interpretazione della normativa in esame appare altresì aderente a quanto tendenzialmente formulato dalla UE nella Raccomandazione 2003/134/Ce del 18 febbraio 2003, concernente il “miglioramento della protezione della salute e della sicurezza sul lavoro dei lavoratori autonomi”, ove al punto 8) del testo si fa specifico richiamo ai “settori ad alto rischio” tra i quali viene incluso quello agricolo, comprendente un elevato numero di lavoratori autonomi.Con un secondo quesito l’interpellante chiede ulteriori chiarimenti in merito all’identificazione del datore di lavoro obbligato ai sensi del combinato disposto degli artt. 239 D.P.R. n. 1124/1965 e 25 del D.Lgs. n. 38/2000, in particolare in caso di infortunio verificatosi a carico del titolare del nucleo, facente parte di un’impresa costituita in forma societaria.


    In proposito si conferma per analogia la lettura già fornita da questo Ministero con lettera circolare n. VII/2/276/B/13 del 23 aprile 1998 relativamente all’obbligo del titolare di azienda artigiana di denunciare all’autorità di Pubblica Sicurezza l’infortunio occorso.


    Tale obbligo grava sul datore di lavoro, ovvero sulla società, non rilevando che l’infortunio sia occorso ai soci contitolari della stessa. Solo nel caso di lavoratore agricolo autonomo, ove questi si trovi nell’impossibilità di provvedere alla prescritta denuncia di infortunio, interviene in funzione sostitutiva l’obbligo di darne notizia gravante sul sanitario che per primo ne abbia constatato le conseguenze, come peraltro precisato dall’art. 3 comma 6 della delibera INAIL n. 239/2001.Con un terzo quesito l’interpellante chiede se le sanzioni per omessa o ritardata denuncia di infortunio all’autorità di Pubblica Sicurezza vengano meno nel caso in cui lo stesso sia successivamente ritenuto dall’INAIL non indennizzabile. Secondo l’EPACA il dubbio sorgerebbe in quanto la delibera INAIL n. 239/2001 prevede l’obbligo, conformemente al dettato dell’art. 53 D.P.R. n. 1124/1965, “indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza degli estremi di legge per l’indennizzabilità”, mentre per la comunicazione all’autorità di Pubblica Sicurezza non esplicita la medesima precisazione.In proposito merita sottolineare che la disciplina della modalità di denuncia dell’infortunio contenuta nella delibera INAIL riprende puntualmente il contenuto degli obblighi di cui all’art. 238 e 239 del D.P.R. n. 1124/1965.


    Solo nel primo caso è parsa al legislatore necessaria la precisazione relativa alla indennizzabilità dell’infortunio, introdotta in ragione della specifica competenza del soggetto destinatario della comunicazione stessa, che decide appunto in merito alla titolarità dell’indennizzo. Nessuna conseguenza sul piano sanzionatorio può pertanto discendere dalla mancanza di precisazioni relative all’indennizzabilità con riguardo all’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza. Tale obbligo sussiste e le relative violazioni sono sanzionate a prescindere dal successivo riconoscimento dell’indennizzabilità, trattandosi evidentemente di comunicazione avente fine del tutto diverso da quella inviata all’INAIL.".

     

     

    Consorzio Infotel scarl

    Tel/Fax : 0828 34.65.01

    E-Mail : lab@consorzioinfotel.it

    Internet : www.consorzioinfotel.it

     


    Sicurnet Capitola Enterprise

    Aggiornato al D. Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 “Codice dei Contratti Pubblici”, Sicurnet Capitola Enterprise, dedicato alle Grandi Aziende e agli Studi di Consulenza, è il compositore rapido per la redazione dei Capitolati Speciali d’Appalto .

    E’ possibile redigere Capitolati Speciali per diversi settori di lavorazioni: Edilizia, Strutture, Impianti, Consolidamenti, Opere a Verde, Opere Stradali. Per ogni fase lavorativa, il software propone un archivio di schede tecniche per: le specifiche della singola lavorazione, la qualità del materiale, le norme e le misurazioni, le prove e le verifiche.

    Legge n. 163 del 12 Aprile 2006


    - L’archiviazione dei lavori con i relativi documenti composti
    - Modalità Wizard, per la composizione veloce di un Capitolato Speciale dall’inserimento dei dati generali alla scelta delle schede tecniche
    - Disponibilità di un archivio di schede tecniche (Fasi Lavorative, Qualità dei materiale, Norme e misurazioni, Prove e verifiche) già a corredo del programma, da arricchire e personalizzare
    - Stampe in formato .doc per garantire una completa interoperabilità con l' editor di testo: MS-Word per consentire una facile personalizzazione del documento finale.

     

     

    Consorzio Infotel scarl

    Tel/Fax : 0828 34.65.01

    E-Mail : lab@consorzioinfotel.it

    Internet : www.consorzioinfotel.it

     

    September 27

    Medici competenti

    Elenco nazionale dei Medici competenti

    Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, i medici abilitati a svolgere la funzione di medico competente, sulla base dei titoli e requisiti previsti dall'art. 38, sono tenuti a trasmettere entro sei mesi, dal 15 maggio 2008, al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, un'autocertificazione al fine di essere inclusi nell'elenco nazionale.

    L'autocertificazione può essere resa utilizzando un modello da sottoscrivere e inviare per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo:

    * Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali
    Diparimento della Prevenzione e della Comunicazione
    Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria - Ufficio II
    Via Giorgio Ribotta, 5
    00144 - Roma

    In caso di mancata ricezione della ricevuta di ritorno, per avere conferma dell’avvenuto inserimento nell’elenco, gli interessati potranno contattare il dott. Renato Pesce al numero telefonico 06.59943821.

    c.c. - Redazione Ministerosalute.it

    Scarica Modulo

    SGSL


    Un SGSL è un sistema organizzativo aziendale finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza ottimizzando il rapporto costi/benefici.



    Un SGSL

    è un software? NO
    è un testo normativo? NO
    è un obbligo di legge? NO


    Ed allora perché adoperarsi per attuare all'interno della propria azienda un SGSL?

    Scarica Presentazione Power Point
    Scopri di più

    Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008



    Sono state pubblicate le prime indicazioni applicative per la corretta applicazione dei Capi I, II e III del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 riguardante la prevenzione e la protezione dai rischi di esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro, realizzate dal Coordinamento Tecnico delle Regioni in collaborazione con l'ISPESL. Sostitiuscono le precedenti Linee guida operative per l'applicazione dei D.Lgs. 187/2005 e 195/2006.

    Scarica Linee Guide

    SICUREZZA SUL LAVORO IN EDILIZIA: SIGLATO PROTOCOLLO TRA INAIL E CPT

    Una collaborazione tecnico scientifica per prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nel campo delle costruzioni promuovendo "la cultura della prevenzione"

    PERUGIA - L'Inail Umbria, il CPT di Perugia ed il CPT di Terni (i due Comitati Paritetici Territoriali per l'edilizia provinciali) hanno siglato stamani a Perugia un protocollo d'intesa con l'obiettivo di dar vita ad una collaborazione tecnica, scientifica ed operativa a sostegno di una comune attività di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nel settore delle costruzioni, avuto particolare riguardo a quello dei cantieri mobili.

    Le parti si impegnano a porre in essere azioni concrete per la realizzazione dell'obiettivo primario della attività di studio e ricerca nel campo della sicurezza ed igiene sul lavoro, anche al fine di diffondere, promuovere e migliorare la "cultura della prevenzione" attraverso efficaci e coerenti forme di informazione, formazione, assistenza e consulenza nei confronti degli addetti delle imprese operanti in edilizia nell'intero territorio regionale.

    Per dare attuazione a quanto stabilito nel protocollo, INAIL Umbria e i due CPT provinciali hanno costituito un Tavolo tecnico di lavoro al quale parteciperanno mediante propri rappresentanti esperti sulla materie di volta in volta declinate.

    Il Direttore Regionale Vicario Inail Umbria Tullio Gualtieri ha tenuto a sottolineare che il protocollo d'intesa siglato rappresenta una ulteriore azione d'impulso attraverso la quale l'Inail intende realizzare - da protagonista insieme agli Enti Bilaterali - la politica della prevenzione sul territorio con progetti di formazione destinati ad un settore - l'edilizia - nel quale il fenomeno infortunistico assume una particolare rilevanza.

    Il Presidente del CPT di Perugia Vincenzo Monicchi ha espresso piena soddisfazione per la fattiva collaborazione ormai da anni sperimentata con la Direzione Regionale Inail ed ha auspicato che il lavoro del Tavolo tecnico possa produrre progetti in grado di dare un aiuto concreto alla lotta contro gli infortuni nei luoghi di lavoro.

    Fonte Inail

    Statistiche Sicurezza Lavoro

    Le statistiche non dicono tutto, ma sono una componente fondamentale di qualsiasi analisi della situazione della sicurezza e salute sul lavoro. Possono rivelare, ad esempio, le seguenti terribili verità:

    * ogni tre minuti e mezzo qualcuno nell’Unione europea muore a causa del lavoro
    * ogni anno 142 400 persone nell’Unione europea muoiono a causa di malattie professionali e 8 900 a causa di infortuni sul lavoro
    * fino a un terzo delle 150 000 morti sul lavoro registrate ogni anno possono essere attribuite a sostanze pericolose presenti negli ambienti di lavoro nell’Unione europea; di queste, 21 000 sono riconducibili all’amianto.

    L’Autorità europea per la sicurezza e la salute sul lavoro raccoglie statistiche sulla SSL (sicurezza e salute sul lavoro) e dati di indagini effettuate in tutto il mondo.

    Le relazioni statistiche dell’Agenzia investono ambiti come gli infortuni sul lavoro, le tendenze demografiche e le malattie professionali. Le relazioni prodotte dall’Osservatorio europeo dei rischi dell’Agenzia analizzano fonti di dati a livello nazionale ed europeo e descrivono le implicazioni di queste cifre per la sicurezza e la salute sul lavoro . L’Agenzia opera in stretta collaborazione con la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e con Eurostat, l’Ufficio statistico dell’UE, allo scopo di tracciare un quadro chiaro della sicurezza e della salute sul lavoro nell’UE.

    * Statistiche europee in materia di SSL
    * European OSH Surveys

    Tendenze europee in materia di occupazione
    La strategia e la pratica in materia di SSL (sicurezza e salute sul lavoro) devono adeguarsi. Gli ambienti di lavoro sono in continua evoluzione, per via dell’introduzione di nuove tecnologie, dei cambiamenti dell’organizzazione del lavoro e delle trasformazioni delle condizioni economiche, sociali e demografiche.

    La forza lavoro in Europa:

    * sta invecchiando
    * è sempre più costituita da donne
    * fa affidamento su una percentuale crescente di lavoratori migranti, sia legali sia clandestini
    * è impiegata più di frequente per lavori temporanei e a tempo parziale
    * fa un uso crescente di nuove tecnologie.

    Statistiche chiave sulla SSL
    L’Agenzia raccoglie e pubblica statistiche relative ai principali argomenti in materia di salute e sicurezza e relative alla gran parte dei settori pericolosi. Ecco alcuni dei più significativi:

    Agricoltura
    La percentuale di incidenti mortali negli Stati membri dell’UE a 15 è di 12,6 ogni 100 000 lavoratori; per quanto riguarda, invece, gli infortuni che determinano un’assenza dal lavoro superiore ai tre giorni la cifra supera i 6 000 casi ogni 100 000 lavoratori. Si tratta di alcune delle più alte percentuali relative a tutti i settori economici. Negli Stati membri dell’UE a 15 solo il 4% della popolazione attiva è impiegato nell’agricoltura, mentre nei nuovi Stati membri la percentuale raggiunge il 13,4%.

    Edilizia
    Circa 1 300 lavoratori muoiono ogni anno: ciò equivale a 13 lavoratori ogni 100 000, più del doppio rispetto alla media degli altri settori.

    Istruzione
    Circa il 15% dei lavoratori del settore dell’istruzione in Europa, dagli insegnanti ai cuochi al personale amministrativo, è vittima di violenze fisiche o verbali sul lavoro.

    Sanità
    La percentuale di infortuni nel settore sanitario è più alta del 34% rispetto alla media europea.

    DMS (disturbi muscoloscheletrici)
    Il 60-90% delle persone soffre almeno una volta nella vita di disturbi dorsolombari; il 15-42% delle persone ne soffre periodicamente.

    Rumore
    Un terzo circa dei lavoratori europei (più di 60 milioni) è esposto a elevati livelli di rumore per oltre un quarto dell’orario di lavoro.

    Piccole e medie imprese
    Nell’Unione europea operano 19 milioni di piccole e medie imprese (PMI), che danno lavoro a quasi 75 milioni di persone. Nelle PMI si registra tuttavia una percentuale sproporzionata (82%) di infortuni sul lavoro, che raggiunge addirittura il 90% circa nel caso degli infortuni mortali.

    Stress
    Più di un lavoratore su quattro nell’UE soffre di stress legato all’attività lavorativa.

    Giovani
    In Europa, i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni hanno almeno il 50% di probabilità in più di rimanere vittima di un infortunio sul lavoro rispetto ai lavoratori con più esperienza.

    Campagna europea dell’EU-OSHA


    Secondo i dati pubblicati dall'Eurostat(1), ogni anno 5.700 persone muoiono nell'UE a causa di incidenti sul lavoro. Inoltre, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro stima(2) che altri 159.500 lavoratori nei paesi Unione europea perdano la vita a causa di malattie professionali. Se si considerano entrambi i dati, si stima che ogni tre minuti e mezzo nell'UE ci sia un decesso per cause legate all'attività lavorativa. La maggioranza di questi incidenti e malattie può essere prevenuta e il primo passo in tal senso è una valutazione dei rischi. Questo è il messaggio di "Ambienti di lavoro sani e sicuri. Un bene per te. Un bene per l'azienda", la campagna informativa europea sulla valutazione dei rischi, inaugurata dall'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (EU-OSHA). La campagna è dedicata in particolare su settori ad alto rischio quali l'edilizia, la sanità e l'agricoltura, e sulle esigenze delle piccole e medie imprese. L'iniziativa si estende lungo un arco due anni (2008-09). 13/06/2008 Ai sensi della legislazione UE(3), tutti i datori di lavoro dell'Unione hanno l'obbligo di svolgere una valutazione dei rischi. La valutazione dei rischi segnala ai datori di lavoro gli ambiti d'intervento necessari per migliorare la sicurezza e la salute nell'ambiente di lavoro.

    "Nessun infortunio sul lavoro o malattia professionale è un male inevitabile", afferma Vladimír Špidla, Commissario per Occupazione, affari sociali e pari opportunità. "Anche se non portano alla morte, le loro conseguenze sono intollerabili per le persone colpite e per l'economia intera. Ogni anno, milioni di lavoratori nell'UE sono vittime di incidenti che li costringono a restare a casa per almeno tre giorni lavorativi, e ciò rappresenta un costo enorme per l'economia. La valutazione dei rischi è la soluzione per ridurre questi numeri. Ma solo il primo passo, cui deve seguire l'atto pratico."

    La campagna per gli ambienti di lavoro sicuri sottolinea la necessità della valutazione dei rischi, in sintonia con la strategia comunitaria per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro (2007-2012), che mira a ridurre gli infortuni sul lavoro in tutta l'UE del 25 per cento in questo quinquennio.

    Secondo le parole del direttore dell'EU-OSHA Jukka Takala, "con la campagna per gli ambienti di lavoro sicuri vogliamo incoraggiare le imprese a condurre una valutazione dei rischi puntuale, con il coinvolgimento di tutti i lavoratori. E' nostra intenzione promuovere una buona prassi adattabile anche ad altre realtà professionali. Il direttore dell'Agenzia ha ribadito i messaggi chiave della campagna: "Innanzi tutto, la valutazione del rischio non è necessariamente una procedura complessa, farraginosa o da delegare agli esperti. Tale opinione, sebbene errata, è particolarmente diffusa tra le PMI. Esistono moltissimi strumenti (ad esempio le liste di controllo) che possono accompagnarvi in questo processo e l'EU-OSHA propone un approccio semplice in cinque fasi. In secondo luogo, una buona valutazione dei rischi porta anche alcuni vantaggi all'azienda, poiché un ambiente di lavoro più sano e sicuro contribuisce a ridurre l'assenteismo e i costi assicurativi, oltre ad incrementare la motivazione dei collaboratori e la produttività."

    "In ultima analisi, la valutazione dei rischi consente di alleggerire il carico del sistema sanitario", dichiara Romana Tomc, Segretario di Stato sloveno per Occupazione, famiglia e affari sociali. La Presidenza di turno attuale e prossima dell'UE e le parti sociali europee sono tutte fortemente a sostegno della campagna, appoggiata anche dai Focal point nazionali - solitamente le autorità sanitarie e per la sicurezza sul lavoro - di tutti e 27 gli Stati membri. "Questo dimostra che la sicurezza e la salute sul lavoro sono un tema cruciale per il modello sociale europeo."


    Scarica Pubblicazione

    La sicurezza? E' una "cultura da indossare".


    Sono di silicone, colorati e contrassegnati da messaggi che sollecitano chi li porta a nuovi comportamenti in nome della prevenzione. Il direttore della comunicazione dell'INAIL, Marco Stancati, spiega l'originale strumento di sensibilizzazione ideato con la collaborazione creativa di Fabrica di Benetton e distribuito al Meeting di CL .

    L'idea: prendere un oggetto di tendenza, legato esclusivamente ai codici "ludici" della moda, e renderlo veicolo di un messaggio sociale forte. Ovvero: trasformare un accessorio per sua natura simbolo di frivolezza in uno strumento di consapevolezza e in una presa di coscienza. L'INAIL ha scelto la 29° edizione del Meeting per l'amicizia fra i Popoli di Rimini - dal 24 al 30 agosto prossimi, presso Rimini Fiera - dove è presente col proprio stand istituzionale (n. 18/23, padiglione D5), per avviare la sperimentazione di un'originale modalità di comunicazione.

    Al posto di "classici" affissioni e volantini, infatti, saranno dei braccialetti di silicone colorati sui quali sono stati incisi messaggi di forte impatto emotivo sull'importanza della prevenzione e della sicurezza sul lavoro - "Attento papà!", "Attenta mamma!", "Attento amore!", "La sicurezza è vita" e "Lavora sicuro" - a sollecitare una nuova cultura dei comportamenti. I braccialetti verranno distribuiti gratuitamente ai partecipanti con un apposito kit dal titolo esplicito: "Sicurezza: una cultura da indossare".

    "Questi ‘braccialetti della sicurezza' vogliono parlare un linguaggio sussurrato: da un bambino ai genitori, da un partner all'altro, tramite un messaggio quasi intimo che ricordi, a chi lavora, che la sicurezza è anche un dovere verso se stessi e verso gli altri, e che i nostri cari vogliono che venga rispettato perché il futuro dipende da questo", dice Marco Stancati, Responsabile delle comunicazioni dell'INAIL. "L'obiettivo è promuovere una cultura della ‘Sicurezza da indossare', una sorta di pret-à-porter della sicurezza, là dove il ‘bello e pronto' non è un prodotto commerciale, ma un oggetto-testimonianza, di valore affettivo, che vuole indurre chi lo indossa a metabolizzare i significati di cui si fa portatore".

    Come nasce questo progetto?

    "INAIL insieme a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton, ha cercato di individuare delle forme non convenzionali di comunicazione, basate sul presupposto di fondo di promuovere, come prima cosa, una partecipazione attiva degli stessi destinatari del messaggio. Da qui l'idea dei braccialetti. Riceverne uno e indossarlo, infatti, rappresenta a nostro giudizio, in modo forte, il concetto di ‘mettersi addosso la sicurezza'. Vogliamo fare, insomma, di sicurezza e prevenzione un ‘abito mentale', un'autentica cultura dei comportamenti".

    Fino ad ora braccialetti come questi sono stati considerati solo accessori di tendenza...

    "Esatto. Noi, invece, vogliamo dare loro un significato nuovo. Chi indossa uno di questi braccialetti diventa veicolo attivo del messaggio che vi è inciso sopra e, di fatto, è come se si facesse carico - anche fisicamente - del problema. Oggi esiste indubbiamente un buon livello di sensibilizzazione nei confronti delle tematiche legate alla sicurezza sul lavoro: il passaggio faticoso che si tratta adesso di realizzare è promuovere la consapevolezza del ruolo che ciascuno può avere nella prevenzione. Ecco perché abbiamo scelto di incidere su tre dei cinque braccialetti prodotti degli espliciti messaggi di tipo affettivo, che risuonano come l'esortazione a stare attenti che un figlio può rivolgere genitori o un partner all'altro".

    Perché la scelta di avviare la sperimentazione al Meeting di Rimini?

    "Il Meeting è un evento che riunisce un pubblico trasversale, molto ampio e di tutte le età, caratterizzato culturalmente da grande attenzione dei confronti del sociale. Il nostro scopo è verificare che tipo di attenzione verrà riservata a forme di comunicazione come questa. Cercheremo di valutarne l'efficacia, studiando tutte le variabili in atto: dall'effetto degli slogan fino alla predilezione nei confronti dei diversi colori dei braccialetti. Vogliamo vedere, insomma, quali saranno le reazioni dal vivo, A settembre, poi, riproporremo l'esperimento in un contesto decisamente diverso quale quello della Fiera del Levante di Bari. Se i risultati attesi verranno confermati, la nostra intenzione è di inserire l'iniziativa in una più ampia campagna di comunicazione sui comportamenti sicuri in collaborazione col Ministero del Lavoro".

    L’ANDAMENTO INFORTUNISTICO NEL 2007 _ 2



    Alla data di rilevazione ufficiale del 30 aprile 2008, il bilancio infortunistico dell’INAIL per l’anno 2007 si presenta statisticamente più favorevole rispetto a quello dell’anno precedente, sia per l’andamento generale del fenomeno, sia soprattutto per quel che riguarda gli infortuni mortali.
    L’INAIL ha registrato, infatti, 912.615 denunce di infortuni avvenuti nel 2007: circa 15.500 casi in meno rispetto all’anno precedente, pari ad una flessione dell’1,7 per cento (superiore, dunque, al -1,3% che si era registrato nel 2006). Il calo risulta più significativo alla luce del fatto che nel 2007 il numero degli occupati (fonte ISTAT) è cresciuto dell’1 per cento; in termini relativi, il miglioramento reale è, dunque, del 2,7%.

    Il calo infortunistico è risultato più consistente in Agricoltura (-9,4%) e sostenuto anche nell’Industria e Servizi (-1,2%), mentre per i Dipendenti dello Stato si è registrato un aumento dell’1,5%, sulla scia degli incrementi già osservati negli anni precedenti (si tratta, comunque, di poche centinaia di casi).
    In crescita gli infortuni in itinere, passati complessivamente dai circa 92.497 casi del 2006 ai 94.503 del 2007 (+2,2%).
    L’analisi territoriale evidenzia come la riduzione degli infortuni ha riguardato praticamente tutte le regioni italiane, ad esclusione della Sicilia (+4,1%), del Lazio, della Calabria e della Provincia autonoma di Bolzano (dove, peraltro, si realizzano incrementi inferiori al mezzo punto percentuale). Per ripartizione geografica si distingue il Sud con un calo del 3,3%, seguito dal Nord-Est (-2,2%) e dal Nord Ovest (-1,6%). Più contenuto il calo al Centro (-1,1%), mentre in controtendenza l’andamento delle Isole (+2,4%), derivante esclusivamente dal sostenuto incremento della Sicilia. Oltre il 60% degli infortuni è concentrato nel Nord industrializzato: nel Nord-Est, in particolare, sono stati denunciati nel 2007 quasi 299mila casi, un terzo del totale nazionale.
    La regione con l’indice di frequenza infortunistica più elevato è l’Umbria, per la quale si è registrato un indice maggiore di quasi il 47% rispetto alla media nazionale, comunque in calo rispetto al triennio precedente. Seguono il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna. Bene le Marche, passate dal settimo al nono posto. In fondo alla graduatoria troviamo sempre la Sicilia (-21% rispetto alla media nazionale), la Campania (-30% rispetto alla media nazionale) e soprattutto il Lazio (-33% rispetto alla media nazionale).
    Sono le due principali forme di lavoro atipico, i lavoratori parasubordinati e i lavoratori interinali, ad aver fatto registrare nel 2007 sensibili incrementi in termini di infortuni (rispettivamente il +13,6% e il +5,7% rispetto al 2006). La situazione è analoga per quanto riguarda l’andamento degli infortuni mortali, anche se si tratta, statisticamente parlando, di piccoli numeri e, per la maggior parte, di infortuni avvenuti “in itinere”.
    La percentuale di donne che subiscono infortuni sul lavoro si mantiene sostanzialmente stabile anche per il 2007 (sui valori intorno al 27,5%). Alla diminuzione nel 2007 del fenomeno infortunistico hanno contribuito, in pratica, solo i maschi (-2,5%).
    Per entrambi i sessi quasi l’80% degli infortuni si concentra nelle fasce d’età centrali (18-34 e 35-49 anni) con una decisa prevalenza nella classe 35-49 anni, soprattutto per le donne.
    I lavoratori stranieri assicurati all’INAIL nel 2007 sono quasi tre milioni, in crescita del 19,5% rispetto all’anno precedente. L’incremento si riflette anche sugli infortuni sul lavoro in crescita dell’8,7% rispetto all’anno precedente (140.579 denunce contro le 129.303 del 2006), in una progressione in controtendenza rispetto all’andamento infortunistico generale. La percentuale di infortuni attribuibili a lavoratori stranieri sul totale dei lavoratori ha ormai superato il 15%.
    Nei confronti europei, sulla base dei tassi di incidenza relativi agli infortuni in complesso forniti da Eurostat, viene confermata, anche nel 2005 (ultimo anno reso disponibile) la favorevole posizione dell’Italia rispetto alla media europea. Il nostro Paese presenta, infatti, un indice pari a 2.900 infortuni per 100.000 occupati, al di sotto sia del valore riscontrato per Euro-Area (3.545), sia per quello della U.E. dei 15 (3.098); la graduatoria risultante dalle statistiche armonizzate, colloca l’Italia ben al di sotto quindi di Paesi assimilabili al nostro come Spagna, Francia e Germania.


    MORTI BIANCHE


    I casi mortali denunciati all’INAIL per il 2007, alla data del 30 aprile 2008, sono stati 1.170, ovvero 171 in meno rispetto ai 1.341 dell’anno precedente. Questa flessione sostenuta, pari al -12,8%, si registra sia in Agricoltura (-21%) che nell’Industria e Servizi (-12%), mentre c’è da rilevare un aumento di 2 casi (da 12 a 14) per i Dipendenti Statali. Il dato è, però, ancora provvisorio. Sulla base delle stime previsionali effettuate e dell'andamento delle denunce pervenute negli ultimi mesi, infatti, il numero definitivo degli infortuni mortali dovrebbe attestarsi intorno ai 1.210 casi.

    Poco più del 50 per cento delle morti bianche sono state causate dalla circolazione stradale, comprese quelle occorse nell’esercizio di un’attività lavorativa e quelle “in itinere”.
    Gli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro, fanno registrare una diminuzione del 18,1% rispetto all’anno precedente e del 30,1% nel periodo 2001-2007.
    Gli infortuni mortali in itinere sono invece aumentati dell’8% rispetto al 2006 (da 274 a 296 casi).
    I settori più rischiosi sono quelli dell’Industria pesante, delle Costruzioni e dei Trasporti.
    I dati forniti da Eurostat relativi al 2005 indicano per i casi mortali che l'Italia, con un indice nazionale di 2,6 decessi per 100.000 occupati, si colloca al di sopra del dato rilevato per i 15 Stati membri (2,3), ma praticamente in linea con quello registrato nell’Euro-Area (2,5), che comprende Paesi più omogenei al nostro sia dal punto di vista dei sistemi assicurativi, sia di quello della omogeneità e completezza dei dati.


    MALATTIE PROFESSIONALI

    Il 2007 si impone come punto di rottura rispetto agli anni precedenti per quanto riguarda l’andamento delle malattie professionali. Nell’ultimo anno l’INAIL ha infatti acquisito 28.497 denunce, quasi 2000 casi in più rispetto al 2006 (+ 7%). Un aumento notevole e improvviso, ma in qualche modo anche comprensibile. Negli ultimi anni da più parti è stata segnalata, infatti, una possibile sottostima del fenomeno tecnopatico e si è invocato un maggiore intervento delle istituzioni, sia in tema di prevenzione che di estensione della tutela assicurativa. L’INAIL, dal canto suo, si è impegnata in una campagna di informazione sul fenomeno rivolta in particolare ai medici di famiglia. Pertanto l’aumento delle denunce può essere ricondotto anche a una maggiore sensibilizzazione e presa di coscienza da parte di tutte le figure professionali interessate (lavoratori, datori di lavoro e chi presta loro la prima consulenza professionale, medici di famiglia e organizzazioni sindacali).

    Le denunce di malattie professionali per l’Industria e Servizi registrano un aumento del 6,4% rispetto all’anno precedente (1.600 casi in più). Anche in Agricoltura si assiste a una recrudescenza del fenomeno, col 14% in più di denunce registrate rispetto al 2006. Ancor più alto l’aumento, in termini percentuali, tra i Dipendenti dello Stato: dai 319 casi del 2006 si è passati a 391 casi nel 2007 (+22,6%), 162 denunce in più rispetto alle 229 del 2003 (+70,7%).
    Le malattie non tabellate, per le quali occorre provare l’origine professionale, rappresentano la componente preponderante del fenomeno tecnopatico. Nel 2003 erano il 75%, nel 2007 l’84% (al netto degli indeterminati).
    Al primo posto si confermano ipoacusia e sordità, la cui incidenza è però diminuita nel corso degli anni. In aumento nell’ultimo quinquennio patologie che hanno visto raddoppiare se non triplicare il numero dei casi denunciati: tendiniti, affezioni dei dischi intervertebrali, artrosi e sindrome del tunnel carpale.

    PRIME PROIEZIONI 2008

    Dalle prime elaborazioni effettuate sui dati degli infortuni avvenuti nel primo quadrimestre 2008, emergono segnali non entusiasmanti. Trattandosi di dati non consolidati, però, qualsiasi tipo di previsione è prematura.

    Allo stato attuale, per quanto riguarda l’anno 2008, sono disponibili i dati grezzi relativi agli infortuni avvenuti nei primi quattro mesi dell’anno e le cui segnalazioni sono state acquisite alla data del 30 maggio 2008. Tali dati sono stati sottoposti all’applicazione del modello statistico-previsionale e i risultati sono stati messi a confronto con quelli, consolidati, relativi all’analogo periodo 2007.

    Le prime stime sul consolidamento dei dati mensili indicano un calo complessivo degli infortuni nel primo quadrimestre 2008 che è valutabile, ad oggi, nell’ordine dell’1%- 1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in misura cioè più ridotta rispetto alla variazione annua 2007. Il calo sarebbe determinato principalmente da una diminuzione accentuata del fenomeno nell’Agricoltura che, sempre stando alle stime, dovrebbe subire un calo compreso tra il 3% e il 5%. Mentre la flessione dell’Industria e Servizi dovrebbe oscillare intorno al punto percentuale; per i dipendenti dello Stato, invece, prosegue la tendenza alla crescita in atto ormai da alcuni anni. Molto consistente il calo temporaneamente registrato per il settore delle Costruzioni.

    La modesta flessione che si prospetta per il 2008, se confermata anche nei successivi restanti mesi dell’anno, non si può certo ritenere soddisfacente, sia perché segnerebbe un passo indietro rispetto all’anno precedente, sia perché proprio il 2008 rappresenta l’anno di inizio della serie quinquennale che dovrà essere posta sotto osservazione per il perseguimento degli indirizzi strategici stabiliti dalla Comunità Europea. La Direttiva Comunitaria n. 62 del 21 febbraio 2007 prevede, infatti, per i Paesi U.E. una riduzione degli infortuni sul lavoro del 25% nel periodo 2007-2012.

    I DATI DEL RAPPORTO ANNUALE 2007 IN PILLOLE



    Infortuni sul lavoro

    · Infortuni sul lavoro denunciati: 912.615 (-1,7% rispetto al 2006)

    · Ripartizione degli infortuni per gestione: 826.312 nell’Industria e Servizi (90,5%); 57.155 nell’Agricoltura (6,3%); 29.148 fra i dipendenti dello Stato (3,2%)

    · Infortuni ai lavoratori atipici: parasubordinati +5,7% e interinali +13,6% rispetto al 2006

    · Oltre il 60% degli infortuni sono concentrati nel Nord industrializzato

    · L’Umbria si conferma al primo posto per indice di frequenza infortunistica

    · Infortuni nel periodo 2001-2007: -10,8%

    · Infortuni occorsi a lavoratori stranieri: 140mila (+8,7% rispetto al 2006)

    · I lavoratori stranieri hanno un’incidenza infortunistica più elevata rispetto a quella degli italiani (47 infortuni denunciati ogni 1.000 occupati contro 41)


    Morti bianche


    · Casi mortali nel 2007 (dato provvisorio, denunce pervenute al 30 aprile 2008): 1.170 (-12,8% rispetto al 2006)

    · Casi mortali nel 2007 (stima dato consolidato): 1.210 (-9,8% rispetto al 2006)

    · Ripartizione dei casi mortali per gestione (dati provvisori): 98 nell’Agricoltura; 1.058 nell’Industria e Servizi; 14 fra i dipendenti dello Stato

    · Casi mortali in itinere sul totale di 1.170 morti bianche: 296 (+8% rispetto al 2006)

    · Più del 50% delle morti bianche sono state causate dalla circolazione stradale

    · Casi mortali nel periodo 2001-2007: -24,3% (sul dato provvisorio 2007 di 1.170 morti bianche)

    · Infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro nel periodo 2001-2007: -30,1% (sul dato provvisorio 2007)

    · Infortuni mortali in itinere nel 2007 circa 300, in calo del 14% nell’ultimo quinquennio

    · I settori più rischiosi sono quelli dell’Industria pesante, delle Costruzioni e dei Trasporti

    · Casi mortali 2005 confronto U.E.: Italia in linea con Euro-Area


    Fonte INAIL

    DVR SYSTEM V. 1.5



    Scarica Demo

    Software di composizione rapida per la redazione del (DVR) documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs 81/08 , comprensivo di schede di sicurezza.

    DVR SYSTEM è il compositore rapido per la redazione del DVR, Documento di Valutazione dei Rischi, ai sensi del D. Lgs 81 2008 Testo Unico Sicurezza.

    DESCRIZIONE SOFTWARE

    DVR SYSTEM permette di redigere in pochi minuti un Documento di Valutazione dei Rischi utilizzando schede tecniche (in formato MS Word) in cui è riportata la classificazione dei rischi, le misure di prevenzione da adottare ed i DPI obbligatori, per le fasi lavorative, le attrezzature, le sostanze, le opere provvisionali.

    DVR SYSTEM consente:

    • l’archiviazione di tutti i lavori con i relativi documenti composti
    • di operare in modalità Wizard, per la veloce autocomposizione di un DVR dall’inserimento dei dati generali dell’azienda alla scelta delle schede tecniche
    • di utilizzare un set di schede tecniche (Fasi Lavorative, Attrezzature, Sostanze, Opere Provvisionali) già a corredo del programma, da arricchire e personalizzare
    • una completa interoperabilità con MS-Word: il template di stampa ed il documento finale possono essere facilmente ed agevolmente personalizzati e adattati in ogni momento alle esigenze dell’utente, che potrà inserire immagini, grafici, tabelle e tutto ciò che riterrà opportuno.

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    DVR SYSTEM si avvale della tecnologia XML, in questo modo diventa molto semplice e rapido lavorare e condividere i propri lavori con altri utenti.
    Tra le caratteristiche principali del programma, si evidenziano:

    • agevole trasportabilità dei lavori, perché si opera con file di dimensioni ridotte
    • semplicità nell’effettuare il Back-up dei dati
    • facilità di pubblicazione sul web dei propri lavori per la condivisione del Know-how.

    Inoltre, grazie a specifiche funzionalità del programma si ha:

    • la possibilità di tenere aperti contemporaneamente più lavori e di effettuare interscambio di informazioni (copia/incolla/taglia dati)
    • una completa e chiara visione del lavoro tramite un menù laterale (Status Navigator) che consente un veloce inserimento dei dati

    Per un veloce apprendimento di tutte le funzionalità di DVR SYSTEM, l’utente avrà a disposizione tutor multimediali ed il manuale d’uso in formato pdf.

    SCHEDE DI SICUREZZA V 4.0



    SCARICA DEMO

    SETTORE LUOGHI DI LAVORO - Rif. D.Lgs n.81 del 09.04.2008 (Decreto attuativo del Testo Unico in materia di sicurezza negli ambienti di Lavoro)

    Pratico ed Efficiente pacchetto contenente numerose schede redatte in formato Microsoft Word.
    Le schede riportano la classificazione e la valutazione dei rischi, le relative misure di prevenzione e protezione ed i DPI obbligatori (Dispositivi di Protezione Individuale).
    Sono indispensabili per la redazione del DVR (Documento di Valutazione del Rischio ai sensi dell’art. 18 28 29 del D. Lgs. 81/2008) e dei Piani di Sicurezza (POS, PSC, PSS ai sensi del D. lgs. 81 2008).

    Il volume "Schede di Sicurezza - Settore Luoghi di Lavoro" Versione v4.0 contiene :

    Elenco principali settori e fasi di lavoro

    1. BAR E RISTORAZIONE
    2. BONIFICA AMIANTO
    3. CARPENTERIA METALLICA
    4. CASEIFICI
    5. CASE DI CURA E DI RIPOSO
    6. DISCARICHE
    7. DISTRIBUTORI CARBURANTE
    8. ELETTRICISTI
    9. EMITTENZA RADIOTELEVISIVA
    10. ESTETISTA
    11. FALEGNAMERIA
    12. FRANTOI OLEARI
    13. IDRAULICI
    14. IMPRESA PULIZIE
    15. LABORATORI ORAFI
    16. LABORATORI FOTOGRAFICI
    17. LABORATORI MEDICI
    18. LAVANDERIA
    19. LAVORI AGRICOLI
    20. LAVORAZIONE GOMMA
    21. LAVORAZIONE LAPIDEI
    22. LAVORAZIONE METALLI ED OPERAZIONI GALVANICHE
    23. LAVORAZIONI TESSILI
    24. LAVORAZIONE VETRO
    25. MAGAZZINI E DEPOSITI
    26. MANUTENZIONE VARIA
    27. MATTATOIO
    28. MANUTENZIONE STRADE E SEGNALETICA
    29. NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO
    30. OPERAZIONI DI SALDATURA
    31. OPERE DI FABBRO
    32. OSPEDALI - Generale
    33. PANIFICI, PIZZERIE E PASTICCERIE, PASTIFICI
    34. PARRUCCHIERI
    35. PRESIDI OSPEDALIERI
    36. PRODUZIONE CARTA E CARTONI
    37. RACCOLTA RIFIUTI
    38. SALE GIOCHI
    39. SCUOLE
    40. SERRAMENTISTI
    41. SETTORE OSPEDALIERO- REPARTO MATERNITA’
    42. SETTORE OSPEDALIERO- LABORATORIO ANALISI CLINICHE
    43. SETTORE OSPEDALIERO- LABORATORIO FISIOTERAPICI
    44. SETTORE METALMECCANICO
    45. STABILIMENTI BALNEARI
    46. SUPERMERCATI
    47. TINTORIE
    48. TIPOGRAFIE
    49. UFFICI

    Elenco principali attrezzature

    1. (elenco troppo vasto – Scarica allegato in .pdf)

    Elenco principali sostanze

    1. Acetone
    2. Acidi
    3. Acido cloridrico
    4. Acido nitrico
    5. Acqua ragia
    6. Additivi per malte cementizie
    7. Adesivo epossidico
    8. Adesivo in resina poliestere
    9. Alcool etilico denaturato
    10. Amianto
    11. Ammoniaca
    12. Antiparassitari
    13. Carburanti
    14. Catrame
    15. Cemento
    16. Cloruro di calcio
    17. Collanti per legno
    18. Decoloranti per capelli
    19. Detergenti e Detersivi
    20. Disarmanti
    21. Disinfettanti
    22. Disinfettanti a base di ipoclorito di sodio
    23. Farmaci antiblastici
    24. Fertilizzanti
    25. Formaldeide
    26. Formiato di calcio
    27. Fumi di saldatura
    28. Glutaraldeide
    29. Incapsulante per amianto
    30. Intonaci
    31. Leganti per vernici
    32. Liquido per permanente
    33. Materiali espolsivi di prima categoria
    34. Olio di paraffina
    35. Percloroetilene-trielina
    36. Pitture mano di finitura e di fondo
    37. Polveri di legno
    38. Shampoo per capelli
    39. Sigillanti
    40. Silice libera cristallina
    41. Solventi
    42. Sostanze sgrassanti
    43. Tinture per capelli
    44. Toner
    45. Vernici

    Nuovi codici CPV





    Nuovi codici CPV (Vocabolario comune per gli appalti pubblici)



    Sono entrati in vigore dal 15 settembre 2008 i nuovi codici CPV (Vocabolario comune per gli appalti pubblici, Common Procurement Vocabulary), approvati con il Regolamento (CE) del 28 novembre 2007 n. 213, pubblicato nella GUUE del 15 marzo 2008.



    Il CPV è un sistema di classificazione unitario dell'oggetto degli appalti pubblici, che mira ad agevolare gli operatori economici interessati nella ricerca dei bandi di gara.
    Di seguito, la prima parte dell'Allegato I del Regolamento, riportante i nuovi codici CPV:



    ALLEGATO I
    VOCABOLARIO COMUNE PER GLI APPALTI PUBBLICI



    Struttura del sistema di classificazione



    1. Il CPV comprende un vocabolario principale e un vocabolario supplementare.



    2. Il vocabolario principale poggia su una struttura ad albero di codici che possono avere fino a nove cifre, ai quali corrisponde una denominazione che descrive le forniture, i lavori o i servizi oggetto del mercato.



    Il codice numerico ha otto cifre ed è suddiviso in:
    - divisioni, identificate dalle due prime cifre del codice (XX000000-Y),
    - gruppi, identificati dalle prime tre cifre del codice (XXX00000-Y),
    - classi, identificate dalle prime quattro cifre del codice (XXXX0000-Y),
    - categorie, identificate dalle prime cinque cifre del codice (XXXXX000-Y).
    Ciascuna delle ultime tre cifre fornisce un grado di precisione supplementare all'interno di ogni categoria.
    Una nona cifra serve per verificare le cifre precedenti.



    3. Il vocabolario supplementare può essere utilizzato per completare la descrizione dell'oggetto di un appalto. Le voci sono costituite da un codice alfanumerico, al quale corrisponde una denominazione che consente di fornire ulteriori dettagli sulla natura o la destinazione specifiche del bene da acquistare.



    Il codice alfanumerico comprende:



    - un primo livello, costituito da una lettera corrispondente ad una sezione,
    - un secondo livello, costituito da una lettera corrispondente a un gruppo,
    - un terzo livello, costituito da tre cifre corrispondenti alle sottodivisioni.



    L'ultima cifra serve per verificare le cifre precedenti.

    Terzo Decreto Correttivo firmato dal presidente della Repubblica



    Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il terzo decreto correttivo che si avvia quindi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale presumibilmente per fine mese. Ci sono novità importanti per gli appalti già discusse nelle precedenti news e, qui sinteticamente riportate alcune di esse:

    Offerte anomale
    Importanti modifiche all'art.122, comma 9 del Codice degli Appalti:


    L'esclusione automatica diventa possibile solo per le gare:
    - sotto 1.000.000 di euro per i lavori
    - sotto i 100.000 euro per i servizi e forniture.

    Inoltre,sia per i lavori che per i servizi e le forniture,l'esclusione automatica è possibile nel caso in cui sono state ammesse almeno 10 offerte.

    Subappalto lavori tecnologici Diventa possibile per l'impresa subappaltare una quota fino al 30% .

    Project Financing Torna il diritto di prelazione, anche se in risposta alla procedura di infrazione europea, vi sono 2 alternative per le amministrazioni. (per approfondimenti vedere news su terzo decreto correttivo e project financing)

    Costi manodopera
    Viene introdotto l'obbligo per le Casse Edili di verificare la congruità dell'incidenza della manodopera sullo specifico contratto.

    Manutenzione
    Passa a 200.000 euro il tetto entro il quale è consentito lo svolgimento di lavori di manutenzione in economia.

    Scuola, nel 2007 quasi 13mila insegnanti infortunati


    Mentre gli istituti pubblici e privati si preparano a riaprire i battenti, i dati INAIL relativi all'anno scorso registrano 12.912 denunce per i docenti e 90.478 per gli studenti. La Lombardia è la regione col maggior numero di casi


    E' iniziato ieri l'anno scolastico 2008/2009 per gli studenti lombardi, i primi a ritornare sui banchi di scuola. Oggi è la volta della Provincia autonoma di Bolzano, mentre per tutti gli altri la scuola inizierà il 15 settembre. Gli ultimi a rientrare nelle aule scolastiche, saranno il 17 settembre gli studenti della Sicilia.


    Gli insegnanti, al pari degli altri lavoratori, sono assicurati all'Inail se rientrano nel campo di applicazione del Testo unico dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ossia se per lo svolgimento della loro attività fanno uso di macchine elettriche o frequentano un ambiente dove tali macchine sono presenti o sono direttamente adibiti ad attività che si configurano come esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche ed esercitazioni di lavoro. L'attività di educazione fisica e quella ludico-motoria sono assimilate all'esercitazione pratica.


    Gli studenti, per il fatto che, a differenza degli insegnanti, non hanno un rapporto di lavoro, sono assicurati in via eccezionale per gli infortuni che accadono nel corso delle esperienze tecnico-scientifiche e delle esercitazioni pratiche e di lavoro previste dalla specifica disposizione del punto 28 dell'art. 1 del TU del 1965, con esclusione degli infortuni, come quelli in itinere, non connessi alla specifica attività per la quale sussiste l'obbligo di legge. Gli studenti, peraltro, sono tutelati anche durante i viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo.


    Gli ultimi dati relativi agli infortuni denunciati all'INAIL per le scuole pubbliche e private parlano, per l'anno 2007, di 12.912 infortuni denunciati per gli insegnanti e di 90.478 infortuni per gli studenti.
    La Lombardia è la regione in cui si infortunano più alunni e professori.
    Gli arti inferiori degli insegnanti sono quelli più colpiti da infortunio per questa categoria, mentre quelli superiori lo sono per gli studenti.


    Per tutti i dati cliccare qui per scaricare le tabelle.